Grandi progetti per il 2011 di Ascolta l’Africa.

Intervista a tutto campo con il Presidente Dante Buriolla.

Primo grande progetto: acquedotto a Murayi per "servire" tutta la collina

 

L’associazione missionaria Ascolta l'Africa è nata nel 2004, presso la Parrocchia di San Pietro a Novi, dall’iniziativa di un gruppo di ragazzi della Casa del Giovane che, dopo un viaggio in Burundi, hanno sentito il desiderio e l’esigenza di condividere questa esperienza. Da quel giorno l’associazione è cresciuta e si è sviluppata e ha dato vita a numerose iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, novese e non solo, sulle tematiche africane e per raccogliere fondi per le sue attività e i suoi progetti.

Abbiamo voluto parlare con il Presidente dell'associazione, Dante Buriolla, per tracciare una sorta di bilancio delle attività svolte in questi anni e conoscere i progetti futuri.

Caro Dante, anche quest'anno il calendario dell’associazione è ricco di date: quali sono i prossimi appuntamenti in programma?

"Il primo appuntamento in ordine di tempo riguarda la festa della donna. Lunedì 7 marzo alle ore 21, presso la Biblioteca Civica di Novi, si terrà una tavola rotonda dal titolo "Emancipata?" che avrà come tema il ruolo e l'immagine della donna nel mondo di oggi. L'incontro vedrà la presenza dell'Assessore alle pari opportunità di Novi Felicia Broda, in qualità di moderatrice, e di due relatori: Alessandro Morando e la giornalista genovese Laura Guglielmini. L'incontro fa parte del più ampio progetto culturale promosso dal Comune di Novi e denominato "Desinenza in A". È il terzo anno che realizziamo un incontro sul ruolo della donna e sulla sua situazione: negli anni precedenti i temi erano stati quelli dell'infibulazione e dell'immigrazione al femminile. Quest'anno abbiamo scelto un argomento decisamente attuale e di sostanza, nella speranza che il maggior numero di donne possibile partecipi a questa serata per discutere, conoscere e approfondire. Pochi giorni dopo, domenica 13 marzo, sempre alle ore 21, la Chiesa della Collegiata sarà il teatro di una splendida serata musicale. Si alterneranno un famoso soprano russo Laurence De Seve e il maestro di musica Alessandro Trespioli. L'ingresso sarà a offerta e il ricavato verrà destinato al sostegno sanitario della missione di Murayi, in Burundi. L'intera serata sarà finanziata dalla famiglia Valditerra, sempre molto attenta e disponibile riguardo a queste tematiche solidaristiche".

Proseguendo nel calendario si arriva a uno degli appuntamenti più attesi dell'anno: la manifestazione di giugno; anche quest'anno ricalcherà lo schema delle precedenti?

"Direi di sì; la manifestazione si terrà in Piazza Dellepiane. Il pomeriggio sarà dedicato all'intrattenimento per i bambini, grazie alla presenza di numerosi giochi gonfiabili e di diversi momenti di animazione. La sera ospiterà invece un concerto. Durante la giornata sarà presente una ricca mostra fotografica per provare a trasmettere, mediante le immagini, alcune delle principali sensazioni che solo il continente africano può dare".

Passata l'estate non finiscono le attività di Ascolta l'Africa…

"Stiamo progettando, per l'autunno, la realizzazione di diversi incontri con le scuole per sensibilizzare i ragazzi riguardo al tema dell'Africa e per portare loro la nostra esperienza. A novembre si terrà la consueta mostra dei quadri con lotteria e poi la vendita dei panettoni. Durante tutto l'arco dell'anno realizzeremo, come sempre, numerosi incontri con i Missionari che operano, o hanno operato, nel Continente africano".

Queste quindi sono le prossime tappe dell'associazione; quali sono invece i progetti portati a termine negli anni scorsi?

"Il più importante è senza dubbio il Centro giovanile, iniziato nel 2007 e terminato pochi mesi fa, a Murayi, in Burundi, e inaugurato lo scorso mese di settembre. La nostra associazione ha collaborato e contribuito per il 65% alla realizzazione di questa grande struttura. Oltre all'edificio sono stati realizzati l'impianto fotovoltaico, quello idraulico e parte dell'impianto elettrico. Si tratta di un progetto molto ambizioso che, grazie al lavoro e alla passione dei numerosi volontari e alla generosità di molte persone, siamo riusciti a portare a termine. Ora però c'è ancora molto lavoro da fare, in quanto la struttura è da completare e migliorare in alcuni punti fondamentali. Molte delle nostre attività sono state incentrate alla raccolta di fondi da destinare proprio per questi progetti: ad esempio la vendita dei panettoni ogni anno porta circa 7000 euro, mentre la lotteria dei quadri circa 3500. Un'altra attività importante che abbiamo svolto, sempre legata alla missione di Murayi, è il corso formativo per i campi di lavoro. Si tratta di un corso completo, che comprende lezioni di geografia, cultura africana e numerose testimonianze, che ha l'obiettivo di preparare le persone per futuri campi di lavoro in Africa. Riteniamo sia fondamentale conoscere i tratti essenziali della cultura e della vita africana per potere, un giorno, andare "sul campo" e portare direttamente il proprio contributo. Anche per questo motivo si sta svolgendo un corso di francese, la lingua parlata nella maggior parte delle zone dell'Africa. Numerose sono state in questi anni anche le iniziative che hanno coinvolto il mondo della scuola: prima fra tutte quella denominata "Esprimi l'Africa": abbiamo chiesto ai ragazzi di esprimere con disegni le sensazioni e le emozioni che trasmette il mondo dell'Africa e i risultati sono stati davvero notevoli".

In questi giorni poi, possiamo dire finalmente, è arrivato a destinazione il container contenente arredi e strumenti per completare la realizzazione del Centro giovanile di Murayi; anche questo è un traguardo importante per l'associazione?

"Certamente; tantissime persone hanno donato oggetti, arredi, stoviglie, sanitari, computer, piastrelle, cancelleria e tanto altro in favore delle popolazioni della missione di Murayi. La procedura per ottenere e inviare il container è stata piuttosto lunga e complessa, ma alla fine il risultato è stato ottenuto. Tutto il materiale che per mesi ha viaggiato in direzione Africa è ora sul posto e potrà essere utilizzato al meglio per completare e arricchire il Centro giovanile".

Proprio questo Centro è senza dubbio l'obiettivo più importante raggiunto dall'associazione: puoi dirci come sta funzionando?

"Innanzitutto tengo a sottolineare che questa Casa del Giovane è nata da una forte esigenza dei ragazzi del posto; era un loro sogno e noi abbiamo contribuito a realizzarlo. Si tratta di una struttura composta da due unità e dedicata in parte all'animazione e in parte a dormitorio, cucina e sala computer. Sono circa 1200 i ragazzi che usufruiscono di questo Centro e che trovano in esso un punto di ritrovo ogni giorno. La struttura è stata completata, ma è necessario ancora ultimare le cucine, completare gli arredi e terminare l'illuminazione".

Dopo questo lungo cammino tra le varie attività svolte, è tempo di parlare di progetti futuri; quali sono i più importanti?

"Il primo in assoluto è il potenziamento dell'acquedotto di Murayi. Quello attuale è una linea creata da Don Alfredo Ferrari trent'anni fa; prende acqua di sorgente a 10 km di distanza e ha una portata di circa 15.000 litri al giorno. Le persone che vivono nella collina di Murayi sono però circa 70.000. Il nostro obiettivo è quello di "servire" tutta la collina di Murayi e non solo la missione, la Chiesa e il dispensario come avviene oggi. Un altro progetto importante è l'iscrizione a scuola dei ragazzi della città africana. L'iscrizione costa 25 euro all'anno, in pratica lo stipendio mensile di un operaio. Terzo progetto, sempre riguardo alla missione africana, è il sostegno sanitario ai ragazzi che vivono nel Centro giovanile. Molto importante sarà anche la prosecuzione del campo di lavoro a Murayi, per proseguire il completamento del Centro giovanile".

Quanto è stata importante, anche per tutte queste iniziative e per l'entusiasmo che mettete in campo, la vostra esperienza di volontari in Africa?

"Certamente è stata fondamentale; si tratta di un'esperienza molto speciale che ti mette in contatto con una realtà unica. Mi ha colpito il grande valore dato alla famiglia e la grande dignità di queste persone nonostante le condizioni di vita. Hanno una grande speranza nel cuore e noi cerchiamo, nel nostro piccolo, di non lasciar spegnere questa luce. Per me e per altri volontari è stata la prima volta in Africa, ma senza dubbio non sarà l'ultima…"

 

Davide Daghino