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  • 1 La nostra associazione...
    La voglia di aiutare popolazioni meno fortunate, di farlo tutti insieme, di unire le nostre forze...da origine alla nostra associazione...speciale, perchè fatta di persone speciali...
  • 2 I nostri progetti...
    Sempre insieme per dar vita a nuove idee e nuovi progetti...è questo che facciamo tutto l'anno
  • 3 Il loro sorriso...
    La cosa più bella è pensare ai loro sorrisi...capaci di regalare emozioni uniche...emozioni fatte di magia
  • 4 Le nostre ambizioni...
    Il nostro impegno più grande è quello di instaurare un gemellaggio con i giovani della missione di Murayi in Burundi per aiutarli a costruire un centro giovanile.
  • 5 Perchè ascolta l'Africa...
    Perché abbiamo deciso di chiamarla "Ascolta l'Africa "? Perché riteniamo che, prima di agire sul luogo, sia necessario conoscere i bisogni del luogo. In che modo? Relazionandosi con le persone, parlando con loro, ascoltando... L'ascolto implica pazienza, umiltà, concedersi del tempo e riteniamo che "ascoltare" sia soprattutto una nostra doverosa condizione di porci nei confronti dell'altro, chiunque esso sia.

Ascolta l'Africa

Associazione ONLUS

  

Visita a Genova alla Comunità di S.Egidio con i ragazzi del liceo Amaldi di Novi Ligure

           Abbiamo conosciuto la comunità di S. Egidio in occasione dell'incontro, tenutosi presso la Casa del Giovane della Parrocchia di San Pietro in Novi Ligure, dal titolo: "Insieme per un sogno: vincere l'AIDS in Africa", durante il quale ci è stata presentata l'attività della comunità rivolta a combattere questa temibile malattia. Ci è stato però spiegato che i volontari lavorano anche nelle città italiane, a favore dei poveri e dei diseredati. Abbiamo quindi desiderato conoscere queste persone, per renderci conto dell'attività che svolgono.

         L'occasione si è presentata sabato 20 aprile, quando, insieme ai membri dell'Associazione "Ascolta l'Africa" ci siamo recati a Genova, presso la sede della Comunità di S. Egidio di Piazza dell'Annunziata.

         Ci ha accolto Alessandra, che ci ha raccontato come, nel 1968, alcuni studenti del Liceo "Virgilio" di Roma, mentre altri pensavano di indurre un cambiamento nella società utilizzando come strumento la protesta, avessero pensato di fare qualcosa di concreto per il prossimo, ispirandosi alle parole del Vangelo. Iniziarono pertanto a dedicarsi ai più poveri, agli emarginati, ai bambini che andavano a trovare nelle baracche della periferia romana, cercando di colmare anche le carenze dell'istituzione scolastica.

         Da allora i volontari della Comunità sono diventati sempre più numerosi e si dedicano alla triste umanità che spesso la nostra società ignora: senza tetto, drogati, alcolisti ma anche "nuovi poveri" cioè quelle persone che, pur avendo un lavoro o una pensione, non riescono ad "arrivare alla fine del mese".

         Visitando i semplici locali, le volontarie ci hanno detto di desiderare che i loro "amici" si sentano amati e rispettati come persone, perché ciascun uomo, anche il più povero, possiede la sua dignità. Per questo motivo i capi di abbigliamento dismessi che vengono conferiti alla sede della Comunità, devono essere selezionati, controllati e, molti, gettati: inizialmente la cosa ci è sembrata un po' strana, ma poi abbiamo capito lo spirito con cui i volontari agiscono e li abbiamo aiutati a sistemare nei guardaroba i vestiti che avevamo portato da Novi.

         Ogni giorno i membri della Comunità, che essi considerano una vera famiglia, distribuiscono panini, pacchi di generi alimentari e di abbigliamento, non ricevendo nessun aiuto dalle istituzioni e, come loro, sono impegnate nelle varie attività di volontariato decine di associazioni in tutta la città di Genova. Per aiutare le persone nella ricerca del pane quotidiano, di un posto dove poter dormire o lavarsi, in occasione del 40° anniversario della fondazione della Comunità di S. Egidio, è stato stampato e diffuso tra i poveri un libretto contenente tutte le indicazioni necessarie. I meno fortunati troveranno così un luogo in cui soddisfare le proprie necessità primarie ma anche, e non è da sottovalutare, una persona sempre disponibile a scambiare con loro una parola e a condividere la loro situazione di disagio.

 

Megi e Andrea

Classe I B

Liceo Amaldi - sezione classica

Insieme per un sogno: vincere l'AIDS in Africa

 

Articolo dei ragazzi del liceo Amaldi di Novi Ligure su incontro con Comunità di S.Egidio del 9 marzo 2008

Domenica 9 marzo, presso la Casa del Giovane della Parrocchia di San Pietro in Novi Ligure, si è svolto il convegno dal titolo "Insieme per un sogno: vincere l'AIDS in Africa" al quale hanno partecipato alunni ed insegnanti del Liceo.

Il Dr. Flavio Fusco, medico infettivologo tropicalista, ha presentato la sua esperienza decennale nel trattamento dei malati di Sindrome da Immunodeficienza Acquisita in vari paesi africani, soprattutto Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Angola e Nigeria. Il relatore fa parte della Comunità di Sant'Egidio, movimento di laici a cui aderiscono più di 50.000 persone in tutto il mondo. I fondamenti che caratterizzano il cammino della Comunità, legata all'Africa da un vincolo profondo, sono: la preghiera, la comunicazione del Vangelo, la solidarietà con i poveri, l'ecumenismo, il dialogo tra le religioni.

Nel continente africano i volontari hanno avviato il progetto DREAM (Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition) che consiste nella creazione di strutture per la ricezione e il trattamento dei pazienti sieropositivi a cui vengono offerti, del tutto gratuitamente, i farmaci antiretrovirali e il cibo adatto ad una dieta bilanciata, fondamentale per assicurare la qualità della vita.

Per DREAM la diagnostica riveste una rilevanza particolare: si è scelto di introdurre in Africa gli stessi strumenti utilizzati nel resto del mondo, sconfiggendo una logica minimalista ed afropessimista. Oggi in ogni Paese in cui è attivo DREAM esistono laboratori di biologia molecolare in grado di garantire gli esami diagnostici secondo standard occidentali. Questi laboratori sono gestiti da personale locale: si trasferiscono non solo i mezzi ma anche le necessarie competenze.

La pandemia da HIV è un problema planetario, ma rappresenta oggi soprattutto un dramma africano: 25 milioni di sieropositivi, il 65% dei malati e degli infetti di tutto il mondo, risiedono in questo continente. L'AIDS in Africa miete più vittime di una guerra e distrugge la possibilità di un futuro, perché colpisce soprattutto la popolazione in età produttiva. Oggi il 95% dei pazienti di DREAM è vivo e con una buona qualità della vita. Oltre il 98% dei bambini nasce sano da una madre sieropositiva. La madre, inoltre, coperta dalla terapia, continua a vivere e così chi nasce sano non si aggiunge ai già tanti orfani dell'AIDS.

 

Liceo Amaldi - sezione classica

Classe I B

Andare e venire.....

Mi sono chiesta più volte guardando la televisione come nel mondo ci siano diversi modi di vivere e come in certi luoghi non esista nulla, ma c'è ricchezza. Si confrontano sempre i grandi colossi ricoperti di grattacieli e smog con le piccole "capanne di cartone".
E' bello visionare il mondo da una semplice cartina geografica, ogni stato ha il suo colore, almeno se la si vede dal lato politico; e chissà se quel colore rappresenta il colore del popolo che vive all'interno dei suoi confini. Ad esempio il Brasile è rappresentato dal giallo ocra, potrebbe venirmi in mente il sole, ma il giallo ocra è un po' più scuro della luminosità del sole ..e allora potrei pensare che quella tonalità più scura possa rappresentare la tristezza degli occhi delle persone che occupano quel lato del mondo.
Il verde dell'Italia, mi da l'impressione di immense praterie, ogni genere vivente che riempie ogni angolo nascosto di una terra accarezzata dal blu del mare.
E guardo ancora più giù, e vedo quel minuscolo puntino quasi color arancio che si presenta come Burundi. E mi chiedo cosa mi fa pensare quel colore.

Ci rifletto un attimo :è il sole al tramonto.
Non sono mai stata in Burundi ma lo sento mio; i racconti di chi, allontanandosi con i saluti di tutti, ha raggiunto quella terra lontana per portare un po' di noi e per riportare a noi un po' di loro. Ogni simbolo dalla croce di legno ai meravigliosi colori dei vestiti che solo allo sguardo ti rubano sorrisi di gioia..alle diapositive  che incorniciano i visi di bambini, i loro occhi grandi come la felicità, quella felicità che per noi è difficile vedere anche se è sotto i nostri occhi e che per loro è in ogni minuto di vita..
Come me tanti altri amici volano con la fantasia attraverso i colori dell'universo, attraverso il grigio della tristezza, il nero della povertà, il blu del buio più profondo del cuore, il rosso del sangue e tanti amici hanno pensato che "una piccola goccia fa grande il mare".
L'associazione "Ascolta l'Africa" nasce nell'anno 2004 dall'idea di un gruppo di ragazzi della Casa del Giovane della Parrocchia di San Pietro che dopo un viaggio in Burundi, sentono l'esigenza di condividere l'esperienza vissuta, con l'obiettivo principale di conoscere e sensibilizzarsi verso le problematiche del mondo africano. 
Molte sono state le attività che il nostro gruppo ha svolto durante l'anno 2007. Al 31 dicembre si contavano 70 tesserati, numero che speriamo di superare nel più breve tempo possibile.

La festa del 9 giugno: il mega concerto che ha portato un grossa folla di gente e soprattutto, tanto rumore.
Un gruppo di pittori novesi ha contribuito alle nostre iniziative allestendo una meravigliosa mostra di quadri che sono stati venduti tramite una lotteria. Il nostro sindaco Lorenzo Robbiano, si è smascherato dalla sua funzione amministrativa e per un attimo si è trasformato in uno scrittore donando all'associazione un buon numero di libri il cui ricavato di vendita è stato destinato alle nostre casse. Quest'anno nonostante un po' di paura, ci siamo avventurati nella vendita di panettoni. Per questo siamo entrati in contatto con una ONLUS di Milano "La Goccia" e abbiamo collaborato insieme per realizzare i progetti di entrambi. 
Nel nostro gruppo tante persone non hanno ancora volato per raggiungere i nostri fratelli nel continente nero, ma arrivano ogni volta a destinazione quando ci incontriamo, parliamo, cresciamo, sfogliamo le foto, organizziamo manifestazioni,.
Un giorno forse ci andrò e quando scenderò dalle scale dell'aereo avrò già la nostalgia di ripartire, ne sono sicura.
Il nostro cuore sta battendo e non guarirà mai dal "mal d'Africa", non smetterà mai di Ascoltare l'Africa,  il nostro corpo fisicamente è in Italia ma la nostra anima vola sui colori dell'Africa.. 

   Marika D.

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