Incontro con Padre Lino Tagliani novembre 2007

Ascolta l'Africa ha incontrato Padre Lino Tagliani, missionario della Consolata che per anni ha esercitato il suo Ministero in America Latina

Ecco un articolo tratto da quell'incontro:

16 novembre 2007

DA UN VOLTO ALL'ALTRO

"Ogni persona è un volto

e un volto non si può mai possedere".

(O. Oliver, monaco ortodosso)

 

"Se uno, con la parte migliore del suo occhio guarda la parte migliore dell'occhio dell'altro,

vede se stesso". (Platone) padre_lino.jpg

Volto, altro, guardare, vedere, faccia, possedere, queste sono state le parole che più ci hanno colpito durante i momenti di riflessione e di confronto con Padre Lino Tagliani, missionario che ha vissuto per quattro anni tra gli indios Huaorani nella foresta amazzonica.

Che cos'è un volto e che cos'è una faccia? Camminando per via Girardengo (una delle vie principali di Novi Ligure) incontriamo tante, tantissime facce: "Noi viviamo tra facce". Conoscere una faccia è facile, ci basta memorizzarla e, quando necessita, ricordarla nel suo aspetto fisico: il colore degli occhi, la tinta dei capelli, la forma del naso. Ma conoscere un volto? Possiamo fare la stessa cosa? Il volto è lo specchio dell'anima, è il risultato di un qualcosa di più profondo, di un sentimento, di un'emozione, di una storia, anche di una cultura. Quanta fatica, quanta pazienza, quanto tempo, quanta ricerca necessita dunque conoscere un volto! Ed è forse per questo motivo che un volto non si dimentica, mi posso dimenticare col passar del tempo una faccia e, quante volte, capita un po' a tutti di dire o di sentire:<< Sì, sì, di nome lo conosco, ma se dovessi incontrarlo per strada non lo riconoscerei, non mi ricordo più il suo aspetto! >>. Ma posso dimenticare un volto nel bene e nel male? Posso dimenticare un tratto di strada che ho percorso insieme a qualcuno, non necessariamente tutta una vita? Viviamo tra facce, ma conviviamo con volti. Un volto non si può possedere, non si può giudicare, si può approfondire, ascoltare, accettare, scoprire e, forse, solo in questo modo, sforzandoci di conoscere il volto dell'altro, ci accorgeremmo inaspettatamente, come ci suggerisce il pensiero di Platone, di vedere, di scoprire noi stessi, nelle nostre debolezze e nelle nostre gioie, tutti legati ad una matrice comune che è l'umanità, l'essere umano. E ancora più inaspettatamente, potremmo ancora accorgerci che prendersi cura dell'altro, della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali, altro non è che prenderci cura di noi stessi. Quale pensiero più alto di questo può esserci? Quale idea più geniale può esserci? Prendersi cura dell'altro è prendersi cura di se stesso. "Ama il prossimo tuo come te stesso" non racchiude forse tutto questo?

Un piccolo pensiero che Padre Lino ci ha lasciato di un filosofo francese Roland Barthes:

"La sapienza è

nessun potere,

un po' di sapere

e quanto più sapore possibile".

Daniela