Incontro con comunità di S.Egidio marzo 2008

Articolo tratto da "Il popolo" settimanale della Diocesi di Tortona del 13 marzo 2008

Incontro con la Comunità di S.Egidio

Domenica 9 marzo alle 17 presso la Casa del Giovane della Parrocchia di S.Pietro in Novi si è svolto un interessante incontro con due rappresentanti della Comunità di S.Egidio di Genova. Dopo i saluti di Don Massimo, ha preso la parola il dott. Flavio Fusco, infettivologo presso l'ospedale S. Martino di Genova e membro della Comunità il quale ne ha spiegato la storia e gli obiettivi. La Comunità di Sant'Egidio è nata a Roma nel 1968 per iniziativa del giovane Andrea Riccardi che riunì un gruppo di liceali per mettere in pratica il Vangelo. La prima comunità cristiana degli Atti degli Apostoli e Francesco d'Assisi sono stati i primi punti di riferimento. Il piccolo gruppo iniziò ad andare nella periferia di Roma tra le baracche al Cinodromo dove vivevano molti poveri ed immigrati dal Sud, incominciando un doposcuola pomeridiano (la "Scuola popolare", oggi "Scuole della pace" in tante parti del mondo) per i bambini. Da allora la Comunità è molto cresciuta e oggi è diffusa in più di 70 paesi di 4 continenti. Attualmente sono circa 50.000 i componenti della Comunità che condividono la stessa spiritualità e i fondamenti che caratterizzano il cammino di Sant'Egidio: la preghiera ne accompagna la vita e ne costituisce un elemento essenziale; la comunicazione del Vangelo si estende a tutti coloro che cercano un senso nella vita; la solidarietà con i poveri, vissuta come servizio volontario e gratuito. L'attività della Comunità si è espansa anche in Africa, incominciando a collaborare per le trattative di pace nel Mozambico, faticosamente raggiunta il 4 ottobre 1992. La pace conquistata, a seguito della sanguinosa guerra civile iniziata nel 1975, dopo l'indipendenza dal Portogallo, segnò l'inizio del processo democratico di un Paese poverissimo che subito venne coinvolto in un'altra guerra: l'AIDS. Il dottor Fusco, che più volte ha operato come medico volontario in Mozambico, attraverso la proiezione di diapositive, ha delineato la situazione africana riguardo al virus dell'HIV. Mentre fino al 2002 non era possibile un trattamento farmacologico, grazie al progetto "DREAM": un sogno che nasce da lontano, avviato nel gennaio 2002 dalla Comunità di Sant'Egidio, è stato possibile allestire laboratori di biologia molecolare (il primo a Maputo, capitale del Mozambico), per monitorare l'AIDS, con strutture analoghe a quelle occidentali. "Dream" è anche l'acronimo di Drug Resource Enhacement Against AIDS in Mozambico, l'aumento di farmaci disponibili per l'AIDS e per la malnutrizione, che consiste nel trattamento delle infezioni e nella cura e prevenzione materno-fetale. La Comunità di S.Egidio ha diffuso il progetto DREAM anche in altri paesi africani, avvalendosi della collaborazione di missionari e intessendo rapporti con i governi locali. Il pomeriggio si è concluso con un ricco aperitivo.

Michela Ferrando