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  • 1 La nostra associazione...
    La voglia di aiutare popolazioni meno fortunate, di farlo tutti insieme, di unire le nostre forze...da origine alla nostra associazione...speciale, perchè fatta di persone speciali...
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  • 5 Perchè ascolta l'Africa...
    Perché abbiamo deciso di chiamarla "Ascolta l'Africa "? Perché riteniamo che, prima di agire sul luogo, sia necessario conoscere i bisogni del luogo. In che modo? Relazionandosi con le persone, parlando con loro, ascoltando... L'ascolto implica pazienza, umiltà, concedersi del tempo e riteniamo che "ascoltare" sia soprattutto una nostra doverosa condizione di porci nei confronti dell'altro, chiunque esso sia.

Ascolta l'Africa

Associazione ONLUS

  

Aguri da suor Clara

Pubblichiamo la risposta alla mail di auguri inviata da Annarita a suor Clara a Butare.

Carissima Annarita contraccambiamo gli auguri di Buona Pasqua a lei e famiglia. I ragazzi stanno bene hanno terminato il primo trimestre ce ne sono di primi, secondi terzi e quarti, insomma tutto sommato siamo contenti anche se le difficolta dello studio non mancano. Donmani 7 qui e congedo perchè ricorre l'anniversario del genocidio e per tutta la settimana c'è lutto per commemorare i morti. La mattina si lavora ma nel pomeriggio ci saranno conferenze e commemorazioni durante tutta una settimana. A Pasqua non si potranno suonare i tamburri. I ragazzi rimarranno per Pasqua e poi lunedi di Pasqua andranno in famiglia per trascorrere alcuni giorni con i famigliari. Riprenderanno la scuola il 20 cm.

Un grazie di cuore e con tanto affeto.

Sr. Clara e ragazzi

 

 

Alcuni stralci Suor Clara

 

Alcune classi della scuola elementare “Oneto” di Novi Ligure hanno corrisposto via e-mail con suor Clara. Ecco alcuni stralci delle loro missive.

 

Cara suor Clara,

Sappiamo di essere molto fortunati, e anche un po' troppo curiosi: dobbiamo farle un sacco di domande e speriamo che lei abbia voglia di risponderci. Ma non si preoccupi: prenda tutto il tempo che le serve, e magari lo faccia un po' alla volta...

Seguono le domande poste dai ragazzi. Mille ragionevoli curiosità, che hanno offerto l'occasione di riflettere sui valori della vita, sulla famiglia, sul nostro futuro. Arrivano poi le risposte, a più riprese. Ecco alcuni stralci più significativi.

...sono ripartita per il Rwanda dove da 1O anni mi trovo a servizio dei bambini della strada. I bambini conoscono il benessere degli abazungu, che siamo noi bianchi, attraverso la televisione. E' inutile che io parli loro di questo. A dirvi il vero mi vergogno di parlare del nostro benessere, quando vedo la povertà e la miseria che c'é qui. Quando io dico loro che anche da noi ci sono i poveri, mi ridono in faccia perché dicono che non saranno mai poveri come loro. Posso anche spiegare che il contesto nostro é diverso, ma loro non capiscono. Come già vi ho scritto io lavoro in un centro dove ci sono 5O ragazzi di età che va dai 7 ai 20 anni . Parecchi frequentano la scuola elementare. Ne abbiamo che a 15 anni frequentano ancora la 1 elementare, sono ragazzi intelligenti ma che riescono ad imparare con difficoltà, perché quando vivevano in strada si drogavano con la colla e la benzina. Quando chiedo loro perché lo fann o, mi rispondono che é per non sentire il freddo della notte e gli stimoli della fame. Noi al centro cerchiamo di ridare loro una dignità per poi reinserirli in famiglia.

La vita del centro consiste in questo: i bambini vanno a scuola, lavorano cioè fanno loro la cucina per il pranzo e la cena, che consiste in un piatto di polenta e alcuni fagioli. Vanno a raccogliere la legna nella foresta. Qui non ci sono bestie feroci perché il Rwanda é molto popolato. Poi fanno lo sport, giocano al pallone, imparano a suonare i tamburi, fanno acrobazie. I loro giochi sono le carte, le biglie. Non conoscono altri giochi perché non li hanno. Imparano pure a fare gli Intore , danze tradizionali...

... Metà dei ragazzi sono andati in vacanza in famiglia per una settimana e l'altra metà andrà dopo Pasqua. La settimana Santa e la Pasqua la passeremo insieme. A casa loro non hanno niente da mangiare. Pensate che un bambino dopo essere arrivato a casa é tornato al centro dicendo che la mamma gli aveva detto di ritornare qui, perché non aveva niente da dargli da mangiare. Attualmente piove tantissimo, al punto che i fagioli incominciano a ingiallire... speriamo in bene .

I bambini del centro sono piuttosto socievoli, giocano insieme, lavorano insieme raramente li trovi isolati e se lo sono é perché hanno un problema, e allora si cerca di dialogare con loro per capire. Spesso li facciamo disegnare per poterli fare esprimere, non vogliamo sapere se sanno disegnare ma sapere cosa hanno nel loro cuore, e tante volte riusciamo a scoprire i drammi che vivono questi ragazzi. I ragazzi che vivono in strada non sono isolati ma vivono in gruppi, hanno un loro capo e per entrarci devi avere la sua permissione: questo vi spiega la loro collaborazione in gruppo.

Io, noi educatori rispettiamo sempre la religione del ragazzo: ce ne sono di cattolici, protestanti e mussulmani, poi parecchi non hanno ancora una religione e quando decidono scelgono la religione che vogliono e noi li appoggiamo. Il nostro centro é cattolico-cristiano quindi di tanto in tanto abbiamo la S. Messa e lasciamo libero il ragazzo di partecipare o no.

Qui la lingua é il Kinyarwanda, poi si parla il Francese e l'Inglese, però i bambini parlano la loro lingua, non capiscono né parlano l'Italiano. La nostra città, se cosi si vuol chiamare, si chiama Butare e dista 13O km. da Kigali, la capitale. Al centro abbiamo parecchi bambini orfani ma anche alcuni che hanno papà o la mamma. Comunque tutti hanno qualcuno della famiglia come nonni, zii o fratelli e sorelle. Raramente sono soli. Nostro obiettivo é di reinserirli in famiglia un giorno. Lo stato in cui viviamo si chiama RWANDA e non ci sono bestie feroci. Ora qui la situazione é calma, non c'é guerra. Io non ho mai visto morire per causa di guerra; qui non ci sono battaglie né mine antiuomo, e questa è già una grande fortuna. Io non ho paura di vivere qui, ma mi sento a casa mia.

 

Carissimi bambini continuo... I problemi di salute che ci sono qui sono innanzitutto la malaria, la verminosi dovuto alla sporcizia, la malnutrizione per mancanza di cibo e poi tante altre malattie come da noi. Attualmente la mortalità della gente é dovuta all'AIDS che é una malattia molto frequente. Qui tanta gente muore anche per malattie banali a causa di mancanza di denaro per curarsi. Qui i bisogni sono sempre tanti al punto che non saprei da che parte incominciare. Tutto serve e tutto va bene. Mi chiedete in quali occasioni ho provato dolore…Quando ho visto un bambino del centro morire per malattia, era come se avessi perso mio figlio. Invece gioia é stare con loro, é dividere la loro vita di povertà ma di grande serenità. Non sento per niente la mancanza delle comodità del nostro benessere.

Spero avervi soddisfatto. Vi abbraccio e vi ricordo con tanto affetto. Un caro saluto da tutti i bambini del centro INTIGANDA.

Sr. Clara

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